16 dicembre 2015

Possesso, J.R. Ward | Recensione


Possesso, J. R. Ward (La Confraternita del Pugnale Nero #5)
Titolo originale: Lover Unbound
Data prima pubblicazione: 2007

Trama: Vishous, genio informatico, cultore di ogni perversione e membro della Confraternita del Pugnale Nero, ha votato la propria vita alla lotta contro i lesser. Quando il destino bussa alla sua porta, a nulla vale la premonizione che avrebbe dovuto mettere in guardia un vampiro dotato del dono della preveggenza. Ferito a morte da un lesser, Vishous viene portato in ospedale e salvato grazie all'intervento della dottoressa Jane Whitcomb. Con lei, per la prima volta, il vampiro sente nascere un sentimento sconosciuto: un amore così luminoso da rischiarare il buio della sua anima. E quando la felicità sembra finalmente a portata di mano, un destino beffardo torna a chiedere il conto: questa volta a farne le spese potrebbe essere proprio quell'amore che Vishous crede indissolubile.


Obiettivo per il nuovo anno: leggere tutti i libri della Confraternita! No, sto scherzando...sarebbe impossibile. Questa cosa che la serie è composta da tipo 13 o non so quanti libri mi diverte ogni volta tantissimo. Lo so, sono strana.


Vi risparmio l'agonia di leggere il mio rassunto della storia e passo subito alle mie opinioni!
Il libro precedente, che aveva come protagonisti principali Butch e Marissa, mi aveva annoiato tantissimo, sicuramente perchè non ho particolare interesse nei due personaggi e fin dal primo libro Butch non mi è stato particolarmente simpatico con la sua aria da poliziotto/alcolista di periferia.
Possesso invece è finora il mio libro preferito della saga; sta più o meno a pari merito con Porpora, anzi forse lo supera anche di qualche punto non essendoci qui quegli interminabili capitoli sulla Lessening Society, più soporiferi di Butch e Marissa insieme.
Possesso si concentra invece su Vishous, uno dei fratelli che da subito ha catturato la mia ttenzione...con tutti quei tatuaggi inquietanti, le sue visioni e una mano che è un'arma letale. E dico letteralmente, se Vishous ti sfiora con quella mano il minimo che ti capita è di avere un elettroshock istantaneo.

Ti ho visto fermo a un crocevia in un campo tutto bianco. Era una brutta giornata, c'era un temporale tremendo. Tu hai preso una nuvola dal cielo e l'hai avvolta intorno al pozzo, e ha smesso di piovere».

Questo per dire che c'era sicuramente tanto da scoprire sul suo passato e molte potenzialità che questo personaggio poteva dare alla storia. Su questo sono rimasta soddisfatta: il libro ha infatti chiarito i molti punti  oscuri sul passato di V e ok...c'è la solita storia d'amore e bla bla bla ma ormai so che è un po' un modello di questa serie e va bene.

Quella era "cioccolata da vita reale". Il tipo che offri a una persona amata perchè non ti viene in mente niente di meglio da fare, e tutti e due state da cani. Era il tipo di cioccolata che mescoli con un nodo allo stomaco, la bocca secca, e pensando seriamente di scoppiare a piangere, poi però ti trattieni perchè sei troppo maschio per cedere a una debolezza del genere. Il tipo di cioccolata che prepari con tutto l'amore che non hai manifestato e che forse non potrai mai esprimere a parole, perchè ti mancherà la voce o l'occasione per farlo.

L'altro aspetto che mi ha portato a preferire questo libro agli altri che ho finora letto della saga è stato però il fatto che l'autrice non si sia concentrata solo sulla storia di Vishous ma abbia anche offerto sprazzi su quella di altri personaggi. Tra i quali Phury, suppongo in previsione del libro successivo. Ma soprattutto ho apprezzato tantissimo i capitoli e sulla Vergine Scriba.
Non so, trovo quest'ultima un personaggio davvero interessante, pur avendo avuto negli altri libri solo delle brevi apparizioni. Io continuo a sperare che ci sia un libro tutto per lei!

Era molto facile smagrirsi, lì al santuario, perchè tutto sembrava uguale alla vista, al tatto e persino all'olfatto. In assenza di contrasti, la realtà non offriva appigli cui aggrapparsi e per questo risultava inafferrabile, mentalmente e fisicamente. Non eri mai con i piedi ben piantati per terra. Eri come sospesa a mezz'aria. Eri aria.

Non vi dico di più sulla storia perchè non voglio spoilerare neanche il minimo particolare. Che dire...ci sono tanti colpi di scena, suspance...davvero, in molti punti ero col fiato sospeso e in ansia per le sorti di qualcuno dei personaggi.


VALUTAZIONE 
(4 papaveri)

2 commenti:

  1. Sappi per tuo diletto personale, che proprio in questi giorni sto leggendo il 13esimo libro della BDB :D Taaanta tobaaaa!!! XD
    Comunque, ricordo che alla prima lettura il libro di V non mi piacque particolarmente, poi con la seconda l'ho apprezzato molto di più. Adoro quando prende a parolacce la madre XD E no, io un libro con la Vergine Scriba non lo leggerei, quella è troppo antipatica :P
    ...
    ...
    Non è vero, sono bugiarda, se la Ward lo scrivesse, lo leggerei, eccome se lo leggerei! XD

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    Risposte
    1. Noooo...non ci arriverò mai al 13esimo!! Ma quanto scrive questa donna? :D
      La scena delle parolacce è bellissima e anche quella della cerimonia per il Primale :D A me è piaciuto più degli altri e ho parecchie aspettative anche sul prossimo!
      La Vergine Scriba è troppo antipatica ma la trovo interessantissima! ^_^

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