28 dicembre 2016

Of Monsters and Madness, Jessica Verday | Recensione


Buon pomeriggio cercatori!
Come avete passato il Natale?
Oggi tocca ad una nuova recensione...che è anche l'ultima del 2016! Nei prossimi giorni invece il blog sarà occupato dalle classifiche di fine anno: si inizia con le migliori cover in cui sono incappata nel 2015 e si finisce con le dieci migliori letture.
Sono particolarmente soddisfatta perchè (più o meno con regolarità) sono riuscita a leggere parecchi libri in inglese in questi ultimi mesi: l'ultimo in ordine di tempo è proprio quello di cui vi parlo oggi.
Lettura in lingua originale 

Titolo: Of Monsters and Madness
Autore: Jessica Verday
Prima pubblicazione: 2014, Egmont USA
Serie: Of Monsters and Madness #1
Pagine: 288

Trama: A romantic, historical retelling of classic Gothic horror featuring Edgar Allan Poe and his character Annabel Lee, from a New York Times best-selling author.

Annabel Lee is summoned from Siam to live with her father in 1820's Philadelphia shortly after her mother's death, but an unconventional upbringing makes her repugnant to her angry, secretive father.

Annabel becomes infatuated with her father's assistant Allan, who dabbles in writing when he's not helping with medical advancements. But in darker hours, when she's not to be roaming the house, she encounters the devilish assistant Edgar, who bears an uncanny resemblance to Allan, and who others insist doesn't exist.

Ancora una volta mi sono buttata su un retelling. Of Monsters and Madness è tratto infatti dalle più celebre opere di Edgar Allan Poe, da cui prende temi e piccoli particolari: dal poema Annabel Lee, da cui prende il nome la protagonista del nostro romanzo, a Il cuore rivelatore, Il Corvo e infine La maschera della morte rossa. Gli amanti di Poe si divertiranno (come me) a ritrovare nel romanzo gli elementi presi in prestito dalle opere dello scrittore. Il romanzo trae inoltre spunto da un altro classico della letteratura gotica, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson. Non posso dirvi di più altrimenti vi rovino la sopresa (anche se comunque si capisce subito).

La trama in breve
1826. Annabel è chiamata dal padre a vivere con lui a Philadelphia, ma una volta giunta in città si scontra con una figura paterna scostante nei suoi confronti e dagli strani atteggiamenti. Viene poi a scoprire che egli è un medico a cui hanno tolto la licenza perchè dedito a loschi esperimenti. Nella grande casa, in cui vivono anche il nonno e tre domestiche, fa inoltre conoscenza con i due assistenti del padre, i cugini Allan ed Edgar. Sullo sfondo, una serie di omicidi scuote la città.

La storia è raccontata in prima persona dalla protagonista, Annabel Lee, che seguiamo a partire dal suo arrivo nella fredda Philadelphia dal lontano Siam, in cui ha vissuto buona parte della sua vita insieme alla madre. Il clima e soprattutto le convenzioni sociali, per Annabel sono nuove e nel corso del libro dovrà abituarsi alla nuova vita. Tuttavia, si trova subito coinvolta nei misteri che avvolgono la nuova casa e le persone che vi risiedono, che sono il punto focale del romanzo. In realtà la trama in sè e il suo svolgimento sono molto lineari e il libro si legge velocemente. 
L'autrice utilizza, nei discorsi diretti, abbreviazioni e modi di dire che, presumo, intendono accordarsi con l'ambientazione ottocentesca ma che non complicano la lettura.
L'ambientazione quasi claustrofobica (la storia si svolge quasi interamente nella casa di Annabel e nel suo giardino), le descrizioni spesso crude e un senso costante di mistero e aspettativa, rendono il libro una buona rivisitazione di alcune delle maggiori opere della letteratura gotica. Spulciando le recensioni su Goodreads ho visto che ci sono tanti giudizi negativi, a me invece è piaciuto. Sì, la trama è facilmente prevedibile, il ritmo lento e i personaggi non si distinguono particolarmente, ma è comunque una lettura piacevole e leggera.

Reputation is your most prized possession. [...] You must zealously guard it all times. A proper lady does not walk alone with a gentleman, and she does not speak to a gentleman unless accompanied by a chaperone. Once in correct setting, polite company will mean polite small talk. [...] You must take care not to speak too much, or speak too intesely. A lady never gives a gentleman the wrong impression.

Of Monsters and Madness è il primo libro di una serie purtroppo non conclusa a causa del fallimento della Casa Editrice. L'autrice ha poi combinato il primo e quello che avrebbe dovuto essere il secondo libro, in un unico volume (che dovrebbe essere quello che trovate su Amazon). Ovviamente quella che ho letto io è la prima versione, che si conclude con un cliffhanger e che lascia senza risposta un mucchio di domande, anche riguardanti il passato di Annabel.


 

Livello medio. Abbreviazioni e modi di dire, ma lessico in generale di facile comprensione.



Proprende spunto da differenti romanzi gotici
Contro: prevedibile, personaggi un po' piatti

* VALUTAZIONE *
Un retelling leggero in chiave horror

* PUNTEGGIO *
7,1/10



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