28 marzo 2017

Birthdate, Lance Rubin | Recensione


Buon pomeriggio cari lettori!
Oggi vi propongo la recensione in anteprima di Birthdate, secondo capitolo della serie scritta da Lance Rubin.
Per chi non avesse letto il primo libro, troverà spoiler sul finale (normalmente evito di farne ma, ecco, parlare di un seguito senza fare spoiler sul libro precedente, è parecchio difficile).


Titolo: Birthdate (tit. orig.: Denton Little's Still Not Dead)
Autore: Lance Rubin
Anno prima pubblicazione: 2017
Edizione Italiana:  De Agostini, 2017
Serie: Denton Little #2
Pagine: 320

Trama: Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?

Birthdate comincia esattamente da dove si era interrotto il libro precedente -cioè sul più bello-: Denton è sopravvissuto alla sua data di morte e, per sfuggire al Governo, segue l'indirizzo che gli hanno lasciato fino a New York.

Rispetto al libro precedente, che avevo trovato fantastico, Birthdate perde un po', soprattutto in termini di scorrevolezza. Ci sono, soprattutto nella prima metà, diversi capitoli parecchio statici, per fortuna rallegrati dalle sempre pungenti battute del protagonista.
In questo secondo libro, Denton si troverà ad affrontare un dilemma: di chi può davvero fidarsi? E soprattutto, chi ha ragione tra i sostenitori della datazione del giorno di morte e chi invece la combatte? Diciamo che quest'ultimo quesito me lo sono posto soprattutto io nel corso del libro.
Sempre parlando dello scontro pro datazione/contro datazione, sono rimasta un po' delusa da come è stato giustificato il tutto; o meglio, niente da dire sulla giustificazione in sè, ma mi è sembrata esposta piuttosto debolmente, al punto da risultare poco convincente. È giusto una mia impressione da super pignola e non inficia assolutamente l'andamento della storia.

Per quanto riguarda i personaggi, ritroviamo ovviamente Paolo (la cui data di morte cade ventisei giorni dopo quella di Denton): come in Deathdate, gran parte delle scene esilaranti sono dovute a lui. Uno dei migliori personaggi-spalla della letteratura young adult.
Insieme a lui, un posto di tutto rispetto occupa Millie, la vicina di casa di Denton, che avevamo già conosciuto nel libro precedente e che in questo secondo capitolo dà il meglio di sè. Non ho idea di come abbia fatto a dimenticarmi di menzionarla nella recensione di Deathdate perchè Millie è fantastica: la versione femminile di Denton, ma migliore.

«Scusa se ti interrompo, ma in realtà ho deciso di farsi cremare. E non entusiasmarti troppo, ma voglio che tu abbia il venticinque per cento delle mie ceneri.» Probabilmente è vero, ma so che lo dice anche per farmi ridere, e un po' rido. Benché l'interruzione mi abbia distratto da un'arringa che mi sembrava convincente, non riesco a trattenermi dal chiedere: «Perché proprio il venticinque per cento?» «Pensavo di dividerle tra te, V e mia madre. E l'ultimo venticinque lo dividerei ulteriormente: Dave Chu, la signora Costa, Alexei del 7-Eleven, Lorette la postina. Ne do un po' anche a te, Mills, se le vuoi.» «Che carino» dice Millie. «Vuoi dare le tue ceneri ad Alexei del 7-Eleven? Quello con la coda di cavallo?» chiedo. «Sì, mi sta simpaticissimo.» Rido e piango simultaneamente. «Lo vedi? Che cosa farò quando sarai morto?»

Se vi ho detto che i primi capitoli sono relativamente statici, nei rimanenti ci sarà abbondanza di colpi di scena, azione e momenti commoventi.
Insomma, consigliatissimo anche questo secondo volume!

Prostoria coinvolgente, personaggi principali divertenti
Contro: alcune parti risultano piuttosto statiche

* PUNTEGGIO *
8,4/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)



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