12 ottobre 2017

La Corsa delle Onde, Maggie Stiefvater | Recensione

Buongiorno!
Anche oggi vi propongo una recensione: recupero un po' le scorse settimane in cui ho mancato l'appuntamento e mi porto avanti rispetto alla prossima settimana in cui non ci sarò e non so se riuscirò a postare qualcosa. In effetti potevo programmare questo post per mercoledì prossimo, ci ho pensato ora.



Titolo: La corsa delle onde (or. The Scorpio Races)
Autore: Maggie Stiefvater 
Anno prima pubblicazione: 2011 
Edizione italiana: Rizzoli, 2012 
Genere: fantasy
Pagine: 450 







Trama
Succede ogni autunno, sull’isola di Thisby. Dalle gelide acque dell’oceano si spingono a riva i cavalli d’acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Sean Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest’anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.
Stavolta la biblioteca non mi ha deluso e ho potuto così finalmente leggere La Corsa delle Onde, romanzo di cui tutti mi hanno sempre parlato in toni entusiastici. Il mio unico contatto con le opere di Maggie Stiefvater era stato finora con Whisper, primo libro di una serie sulle fate: dire che non mi era piaciuto è un eufemismo.

La Corsa delle Onde mi ha fatto ricredere (per fortuna!): non è diventato uno dei miei libri preferiti e ce ne sono molti altri che mi hanno preso molto di più, ma mi è sicuramente piaciuto ed è difficile non riconoscere il talento dell'autrice.

Velocemente, per chi ancora non lo avesse letto, riassumo la trama: sull'isola di Thisby ogni anno si svolge la Corsa dello Scorpione (che non so perché in italiano sia diventata la corsa delle onde), in cui i giovani cavalcano i capaill uisce, i cavalli d'acqua. I due protagonisti sono Sean Kendrick, che ha già vinto parecchie volte, e Kate (Puck) Connolly, che partecipa per la prima volta e non con un cavallo d'acqua.

Non si può commentare La Corsa delle Onde senza parlare dell'ambientazione: l'isola di Thisby è un mondo a sé, con le sue usanze secolari, la natura inospitale e la ruvidezza dei suoi abitanti. Da isolana, mi ci sono rivista parecchio, soprattutto nel legame indissolubile che i personaggi hanno con la loro terra, un attaccamento che spinge a restare nonostante le condizioni avverse e nonostante fuori, nel continente, ci sia lavoro e una vita probabilmente migliore.

«Tuo fratello andrà sul continente» dice Sean.
Trattengo il fiato per un lungo istante, poi dico: «Subito dopo la gara.» Non servirebbe fare la misteriosa, tanto lo sanno già tutti. Sean ha sentito che ne parlavo con Gratton sul furgone.
«Ma tu non andrai con lui.»
Sto per rispondere "Non me l'ha chiesto", ma prima di aprire bocca mi rendo conto che non ce ne sarebbe alcun motivo in ogni caso. Non lo seguirò perché questa è casa mia, e il resto del mondo non lo è. «No.»
«Perché no?.»
La domanda mi infastidisce. «Perché mai» ribatto piccata, «dovrebbe essere normale andarsene? Nessuno ti chiede mai perché tu resti, Sean Kendrick?»
«Me lo chiedono eccome.»
«E quindi perché?»
«Per il cielo e la sabbia e il mare e Corr.»

Sean e Puck sono due personaggi particolari e mi viene difficile descriverli in poche parole. Puck è sicuramente quella a cui sono subito andate le mie simpatie, anche se per tutto il libro ho continuato a chiedermi chi glielo facesse fare a partecipare ad una corsa potenzialmente mortale, e per di più con un cavallo normale. Suo malgrado, la sua partecipazione metterà in crisi le "regole non scritte" di Thisby, che fino a quel momento avevano visto come partecipanti solo maschi e cavalli d'acqua.
Più che altro temevo anche per Dove, la cavalla con cui Kate decide di competere. Leggere un libro in cui il 50% degli animali presenti fa una brutta fine non è stato semplicissimo per me che guardo con indifferenza tutte le morti de Il Trono di Spade, ma se mi toccano un qualunque animale mi sento male fisicamente.

I capaill uisce sono gli altri grandi protagonisti di questo romanzo: emergono dal mare ogni autunno, letali e possenti, terrificanti e affascinanti al tempo stesso. Un abbinamento che ho ritrovato un po' in tutto il libro, quello tra l'aspetto crudele e quello ammaliante. E non c'è forse bisogno di dire quanto ho adorato il rapporto tra Sean e Corr, il suo cavallo d'acqua.
L'autrice ha preso spunto, rielaborando il tutto, da una creatura mitologica celtica, di cui non avevo mai sentito parlare e che sono stata quindi più che felice di scoprire.



Lo stile dell'autrice è particolare come tutto il libro. Devo dire che è stato piuttosto destabilizzante passare dalle infiorettature della scrittura di Virginia De Winter allo stile della Stiefvater, che è in qualche modo aspro e al tempo stesso evocativo, esattamente come la storia che racconta, come l'ambientazione e i suoi personaggi. Sempre per ritornare al dualismo di cui vi parlavo prima.
Di per sé non è uno stile che mi fa impazzire, ma in questo caso l'ho trovato perfetto.



* PUNTEGGIO *
9,3/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)


4 commenti:

  1. sono felice che ti sia piaciuto *__*
    Il rapporto tra Sean e Corr è l'aspetto che più ho preferito del libro <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adesso voglio leggere anche gli altri della Stiefvater! ^_^

      Elimina
  2. Felicissima che ti sia piaciuto, è uno dei miei preferiti in assoluto! *-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ero un po' titubante perché l'unico suo libro che avevo letto non mi era piaciuto affatto, però per fortuna stavolta le mie impressioni sono state completamente diverse!

      Elimina

Lascia un commento e mi farai felice. :) Non si accettano insulti, offese varie e spam.