29 ottobre 2019

Regina Rossa, Victoria Aveyard | Recensione

Benvenuti ad una nuova puntata de "i libri che non avrei voluto voler leggere". Scherzo...più o meno.

Regina Rossa era uno di quei romanzi che stazionano nella mia wishlist praticamente da quando è uscito. Le mie aspettative, già alte in partenza, hanno quindi avuto modo di crescere esponenzialmente e forse è per questo che sono rimasta più delusa.

Anzi, il problema non è che mi aspettassi tanto e in qualche modo le mie aspettative sono state disattese…è che Regina Rossa è proprio un libro inutile. Non mi piace essere cattiva perché comunque ad ogni libro ci lavora con dedizione della gente (anzi, magari potessi farlo anch’io) e non mi piace diventare una di quelle che massacrano i libri con gusto però, pensando e ripensando, non sono riuscita a trovare dei lati positivi abbastanza significativi da farmi dire "tutto sommato non è male".





Titolo: Regina Rossa (or. Red Queen)
Autore: Victoria Aveyard
Serie: Red Queen #1
Prima Pubblicazione: 2015
Edizione Italiana: Mondadori, 2015
Pagine: 425







Trama
Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità.
Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso...
Mare rappresenta un’eccezione destinata a mettere in discussione l’intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi.
Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l’altro e Mare contro il suo cuore.


La trama in breve (che sapete che faccio schifo nel riassumere le cose): in una nazione non meglio specificata la società è divisa in Rossi, i poveracci, quelli che sgobbano per niente dalla mattina alla sera e se non hanno un lavoro entro i diciotto anni vengono mandati a combattere al fronte…e gli Argentei, che hanno dei poteri e quindi hanno pensato bene di assoggettare tutti gli altri e vivere nel lusso. La protagonista, Mare, è ovviamente una Rossa.

Il problema più grande con Regina Rossa, quello che mi è balzato all’acchio dopo pochi capitoli, è la sua prevedibilità. Dall’inizio alla fine si capisce benissimo cosa succederà, chi sono i veri nemici, chi morirà e chi no, e come andrà a finire. L'autrice si mette pure d'impegno con colpi di scena e sorprese (o quello che volevano essere) ma per me era come leggere qualcosa di già scritto e non c’è stato niente, neanche un minuscolo elemento, che mi abbia sorpreso e che non mi aspettassi.

Il worldbuilding è inesistente. Non si capisce se siamo di fronte ad un mondo totalmente inventato, ad una distopia o ad un post-apocalittico.  Ci vengono dati dei mozziconi di informazioni senza spiegare un minimo e senza allargarsi più in là del fatto compiuto. Il regno di Mare; Norda, è in una guerra secolare…ok, beccati questa informazione e sentila ripetere più e più volte nel corso del romanzo. Chi diamine sono questi lacustri con cui sono in guerra quelli di Norda? Boh. Perché? Non si sa. E soprattutto perché diamine gli Argentei super potenti mandano in guerra i Rossi quando potrebbero ribaltare le sorti del conflitto con le loro abilità? Mah.
Questo è solo un esempio di uno dei tanti elementi buttati lì, giusto per dare un’infarinatura di ambientazione, ma senza solide basi che giustifichino in maniera plausibile il tutto. Ok la sospensione del giudizio, ma il fatto che sia un fantasy non giustifica la superficialità nella costruzione del mondo in cui si muovono i personaggi.

A proposito di questi ultimi: altro tasto dolente. A partire dalla protagonista, non ce n’è uno che si salvi e che abbia un minimo di caratterizzazione.

Lo stile è elementare, semplice al limite dell'irritante. Mi sembrava di leggere un tema di una ragazzina delle medie non particolarmente dotata nella scrittura. Insomma, il fatto che sia uno ya non significa che si debba sorvolare sulla cura di trama, intreccio e stile, caratterizzazione dei personaggi, ecc.

Per concludere, non credo proprio che leggerò i seguiti.




* PUNTEGGIO *
6,6/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)


1 commento:

  1. OOOOK
    ho letto sia recensioni MOLTO positive sia recensioni MOLTO negative. Mai una via di mezzo.
    Non sono particolarmente interessata a recuperare questa serie, ma primo o poi credo che toccherà anche a me fare un pensierino al primo, giusto per curiosità.

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