Storie seriali | Death's Game





Paese: Corea del Sud
Anno: 2023-2024
Tratto da Death's Game
di Lee Won-sik e Ggulchan
Genere: drammatico, fantasy, azione
Episodi:


La trama in breveUn uomo sperimenta più volte la morte in altre vite per avere un'altra possibilità di sopravvivenza dopo aver tentato di togliersi la vita.

La Corea del Sud è una delle nazioni al mondo con il più alto tasso di suicidi. Death's Game, miniserie in 8 episodi, tratta questo tema in chiave fantasy. 
Come punzione per essersi tolto la vita, il protagonista di questa serie si reincarna di volta in volta in un corpo diverso nel tentativo di sfuggire ogni volta alla morte. Ovviamente tutte queste persone sono collegate tra loro, in un grande disegno che tuttavia viene messo in ombra dal chiaro intento moralista di questa serie: il suicidio è un atto codardo ed egoista che infligge dolore alle persone care. Una morale che, seppur condivisibile, trovo troppo riduttiva. Non abbraccia, secondo me, l'interezza del problema e soprattutto scarta il punto di vista di chi compie questo gesto, lo stato mentale e le motivazioni (anche sociali) che portano a fare una scelta così definitiva.



Al di là del significato e delle implicazioni morali della storia narrata, dal punto di vista più prettamente narrativo e cinematografico, Death's Game è una serie corale, con un cast che annovera alcuni tra i più rispettati attori del momento. Ogni episodio, seppur collegato all'altro da diversi elementi e facente parte della stessa cornice, è quindi una storia a sé.

Questa varietà genera risultati molto diversi tra loro, con episodi che risultano molto più efficaci e d'impatto rispetto ad altri. Si trattano inoltre altri temi importanti...insomma, tanta carne al fuoco in poche puntate ma che, pur con alti e bassi, tutto sommato funziona. Dal punto di vista cinematografico poi, si strizza l'occhio a generi e stili diversi, passando, per esempio, da episodi ricchi di azione ed effetti speciali, ad altri più lenti e intimisti.

La seconda parte è decisamente più coinvolgente della prima e, col senno di poi, sono contentissima di non essermi fermata a metà come volevo fare, perché mi sarei persa la parte migliore della serie (anche se, paradossalmente, l'episodio che più mi ha colpito è uno dei primi).

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