10 ottobre 2018

Flawed. Gli imperfetti, Cecelia Ahern | Recensione

Speravo di tornare con tantissimi nuovi post e invece lo studio chiama e probabilmente sarò latitante anche questo mese.
Sto cercando di segnarmi le mie impressioni sui libri che leggo in modo da scriverne anche a distanza di tempo ma ho un problema in questo senso: anche voi se non recensite o parlate di un libro subito dopo che l'avete letto non riuscite ad essere esaurienti come vorreste?

Comunque oggi vi parlo di Flawed di Cecelia Ahern, romanzo che mi avete suggerito per l'iniziativa Consigliami un libro.




Titolo: Flawed. Gli imperfetti (or. Flawed)
Autore: Cecelia Ahern
Serie: Flawed #1
Prima Pubblicazione: 2016
Edizione italiana: DeA Planeta Libri, 2016
Pagine: 322 







Trama
In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.


Ero molto curiosa di vedere la Ahern (che conoscevo soprattutto per Love, Rosie) alle prese con un distopico young adult, un po' come è accaduto anche con Amy Armon e il suo L'incantesimo della spada (che devo riprendere perché l'ho lasciato simpaticamente a metà).

Flawed-Gli imperfetti è ambientato in una società in cui non c'è spazio per gli errori: il governo è infatti improntato alla ricerca della perfezione e chiunque svicoli dalle regole morali viene punito dalla Gilda con una marchiatura e considerato un paria della società, un Fallato appunto.
La base del romanzo e il suo intento sono molto interessanti e stimolanti ma, paradossalmente, è anche l'elemento che mi ha convinto di meno. Tutto il sistema su cui si basa la società descritta in Flawed mi è parso infatti fin da subito vago e confusionario e non sono riuscita a capire quali fossero esattamente le cose proibite e quelle concesse, e soprattutto in base a quali criteri le persone venissero punite. Ancora più confusione ha generato il fatto che spesso sembrano venire punite più le intenzioni e l'indole della persona che gli atti in sé.
Nel romanzo viene detto che "I Fallati sono cittadini che hanno commesso violazioni etiche o morali nei confronti della società"; ma come fanno altri uomini a giudicare l'indole e la moralità di una persona? E in base a quale metro di giudizio?


La tempia, in caso di decisione sbagliata. La lingua, in caso di menzogna. Il palmo della mano, in caso di furto ai danni della società. Il petto, all'altezza del cuore, in caso di slealtà nei confronti della Gilda. La pianta del piede destro, in caso di deviazione dalle regole imposte dalla società.


Devo dire che in questo senso i ringraziamenti finali sono stati illuminanti perché, in realtà, nel romanzo ci si pone più o meno la stessa domanda che mi sono fatta io, però quando ho iniziato a leggere e non ero ancora entrata nel vivo della storia il tutto mi ha creato non poca perplessità.
Una lieve somiglianza l'ho trovata con il worlbuilding di Matched di Ally Condie (complice il fatto che l'ho riletto nello stesso periodo) per quanto riguarda l'idea di base di una società perfetta ed equa, ma nel romanzo della Condie è secondo me spiegato e affrontato meglio.
Persa a capirci qualcosa, i primi capitoli del romanzo non mi hanno catturato, ma le cose sono cambiate drasticamente da un certo punto in poi, e cioè dal momento in cui la protagonista Celestine compie un gesto semplice ma sconvolgente per la società in cui vive, scatenando suo malgrado una sorta di effetto domino.
Grazie allo stile incalzante e deciso, che non si dilunga in soliloqui o scene inutili, ho divorato il resto del libro. Ci sono inoltre un paio di scene particolarmente forti che mi rimarranno impresse per parecchio tempo, dove l'autrice è riuscita a raggiungere il massimo della tensione e del coinvolgimento emotivo del lettore.

Sono inoltre contenta di non essermi precipitata subito a leggere questo libro appena uscito perché, devo dirvelo, finisce proprio sul più bello, e in questo modo posso passare in breve tempo al volume successivo (che inizierò questo mese o il prossimo, studio permettendo)!



* PUNTEGGIO *
8,5/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)




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