30 maggio 2018

Iron Flowers, Tracy Banghart | Review Party



Buongiorno lettori!
Ne avete sentito parlare tanto in questi ultimi giorni e anch'io ho voluto dire la mia su Iron Flowers di Tracy Banghart, il fantasy young adult uscito ieri per DeA Planeta Libri (e per una volta prima degli USA, dove sarà pubblicato solo quest'estate!).




Titolo: Iron Flowers
Autore: Tracy Banghart
Edizione italiana: DeA Planeta Libri
Uscita: 29 Maggio 2018
Pagine: 384 







Trama
Quando non c'è soluzione, l'unica soluzione è cambiare le regole, e a volte bastano due sole donne per farlo.

In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Nomi è testarda e ribelle. Serina è gentile e romantica e ha sempre desiderato diventare una delle Grazie, una delle mogli del principe. Ma il giorno in cui le due ragazze si recano a palazzo, Nomi come ancella, Serina come candidata Grazia, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché contro ogni previsione è proprio Nomi a essere scelta dal principe come sua donna, non Serina... E mentre per Nomi inizia così una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, Serina, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata nell'isola di Monte Rovina, una prigione di donne ribelli in cui per sopravvivere occorre combattere e uccidere. Per entrambe, la fuga è impossibile e un solo errore potrebbe signifi care la morte.


In realtà, più che un fantasy Iron Flowers è una sorta di distopico ambientato in un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto. Il loro unico scopo è lavorare in fabbrica e sfornare figli; alcune "fortunate" possono diventare delle Grazie, le mogli del sovrano. Protagoniste del libro sono due sorelle molto diverse tra loro: Nomi, la più piccola, è ribelle e anticonformista, mentre Serina è gentile e ubbidiente e aspira a diventare una Grazia per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle della sua famiglia.
Ma quando ad essere scelta come Grazia è Nomi e Serina viene confinata in un'isola-prigione, entrambe si trovano in situazioni completamente differenti da quelle che immaginavano e per cui si erano preparate.

«Nulla dovrebbe essere al di fuori delle nostre possibilità. È questo il punto, secondo me» 

Dal punto di vista dell'ambientazione, il regno di Viridia è di chiara ispirazione italiana e la capitale Bellacqua sembra ricalcare Venezia, con i suoi canali e gli scintillanti palazzi di marmo. Un'ambientazione sicuramente suggestiva e dall'aria romantica il cui potenziale, tuttavia, secondo me non è stato sfruttato appieno. E per una volta abbiamo anche delle protagoniste con capelli e occhi scuri!

Da appassionata del genere, ho trovato la parte distopica molto interessante e al tempo stesso abbastanza sgradevole, dato che le donne sono trattate come essere inferiori: umili lavoratrici, madri oppure oggetti da esibire. A loro è vietato leggere, scrivere e tante altre cose e, di fatto, non possono avere pensieri propri ed esprimere la propria opinione.

Ma il punto di forza del libro sta secondo me nella storia personale delle due protagoniste, nel percorso di crescita e di consapevolezza che loro malgrado sono costrette a compiere. In particolare, la dolce e sottomessa Serina, dovrà imparare a sopravvivere in un ambiente feroce e duro come quello di Monte Rovina, l'isola-prigione in cui è stata mandata. Devo dire che all'inizio del libro non mi stava particolarmente simpatica perché mi dava fastidio il suo essere dimessa, il suo parlare del diventare una Grazia come un grande onore e qualcosa di cui essere grata e, per ovvi motivi, parteggiavo per la più moderna Nomi (anche se pure lei in alcuni punti l'avrei voluta prendere a schiaffi).
Quest'ultima si troverà invece a vivere nel Palazzo del Supremo, tra lezioni di danza e di trucco, in una sorta di gara (che in realtà a lei non interessa granché) con altre due Grazie per accaparrarsi le attenzioni dell'Erede. Questa parte mi ha ricordato vagamente la serie The Selection ma, per mia fortuna, dato The Selection non mi era piaciuto per niente, le somiglianze finiscono qui.

Nel corso del libro ci sono stati altri elementi che mi hanno ricordato romanzi che ho letto ma questo non ha in alcun modo pregiudicato la lettura. Anzi, come nel caso della somiglianza con The Selection, trovo che il medesimo spunto di partenza abbia portato a risultati più accettabili nel romanzo di Tracy Banghart piuttosto che in quello della Cass (che ho detestato immensamente).

Iron Flowers è stata una lettura scorrevole e trascinante, con un inizio quasi in sordina ma che si riprende man mano che si va avanti. Anche se avevo intuito il plot twist diversi capitoli prima, questo fatto non mi ha impedito di godermi la storia e di rimanere comunque stupita per alcuni avvenimenti che accadono.
Il doppio pov in terza persona di Serina e Nomi permette al lettore di avere un quadro completo della situazione e appassionarsi ad entrambe le vicende, separate geograficamente ma accomunate dallo stesso filo conduttore: la forza delle donne e la sorellanza intesa come solidarietà femminile. 
Un romanzo con un forte richiamo al girl power. Se vi piacciono i distopici young adult con una storia interessante e due protagoniste che hanno una bella evoluzione durante il libro, Iron Flowers fa al caso vostro.

«Noi non siamo fiori» disse con voce decisa. «Come hai detto tu, Oracolo, siamo fatte di cemento e filo spinato. Noi siamo fatte di ferro.» 

A detta dell'autrice, il libro fa parte di una duologia e ho la sensazione che il secondo libro potrebbe rivelarsi ancora meglio del primo!




* PUNTEGGIO *
8,3/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)




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4 commenti:

  1. Dalla trama sembra molto simile a Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood dell'85. Per questo mi interessa moltissimo:)

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    1. Il racconto dell'ancella lo vorrei leggere. La base di partenza è abbastanza simile però credo che Iron Flowers tratti il tema in modo più "adolescenziale". Però potrò dire di più una volta letto anche il romanzo della Atwood. :)

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  2. Sono veramente indecisa perché questa storia mi fa pensare più che altro ad un romance con ambientazione distopica.. uhm, mi sa che ci penserò per bene. O magari do un'occhiata all'incipit!

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    1. Mmm sì Giusy, diciamo che le due parti più o meno si equivalgono. Più che altro a me, rispetto ad altri distopici che ho letto, è sembrato un po' all'acqua di rose. Non è niente di eclatante come storia però si legge con piacere. :)

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